Versione ad alta leggibilità
  1. Salta il menu
  2. Riabilita i fogli di stile CSS

 

Giovedì, 21 Settembre 2017

 

HOME
Alto contrasto - Disabilita CSS
Caratteri normali - Caratteri grandi


NOTIZIE DALL'AMMINISTRAZIONE


15/04/2015

IL COMUNE SULL’UTILITÀ DELLE VASCHE DI LAMINAZIONE DI SENAGO

Si è svolta lunedì 13 aprile, a Senago, l’incontro del Forum sulle Vasche di laminazione. Presenti molti cittadini, esponenti dei Comuni interessatie Regione Lombardia.Il Comune di Bollate ha espresso la sua opinione.


 
A Senago, lunedì 13 aprile, c’è stato l’incontro del Forum sulle Vasche di laminazione con la presenza di numerosi cittadini, esponenti dei Comuni di Senago e di Bollate e del direttore della Struttura Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo di Regione Lombardia che si sta occupando delle discusse vasche di laminazione.
 
Il 22 aprile ci sarà un altro incontro del Forum, dove i cittadini e le Amministrazioni si confronteranno con i tecnici di AIPO e Regione Lombardia sul progetto definitivo delle vasche. L’assessore all’Ambiente del Comune di Bollate Piergiorgio Valentini, ha collaborato attivamente con il gruppo di lavoro sulle vasche costituito da Senago e la prima osservazione che ha posto è stata se, dopo tante discussioni e fatti nuovi emersi dagli studi, ha ancora senso costruire le vasche di laminazione com’erano state proposte.
 
“Le vasche di laminazione – spiega Valentini - sono una modalità, ormai superata nel resto dell’Europa di svolgere la funzione di “stoccaggio temporaneo delle acque meteoriche” al fine di limitare i sempre più frequenti fenomeni di esondazione su un territorio che è il risultato di anni di espansione urbanistica selvaggia e di non rispetto del naturale divagare dei corsi d'acqua superficiali. La situazione che abbiamo ereditato è molto compromessa ed è con questa realtà che è necessario fare i conti, indipendentemente da qualsiasi posizione partitica. Per questo, responsabilmente, l’Amministrazione di Bollate ha accettato e condiviso la realizzazione sul proprio territorio di una vasca di esondazione del Torrente Guisa che attraversa il proprio territorio, per mitigare gli effetti di piena del torrente sul sito Expo”.
 
Altra osservazione emersa è che le vasche, se proprio devono essere realizzate, vanno costruite sui territori dei comuni dove scorre il fiume. Quindi, i comuni dove passa il Seveso devono farsi carico sul loro territorio delle opere necessarie a contenere le esondazioni, individuando gli ambiti da utilizzare come vasche di laminazione o di espansione e dispersione. In base a tale elementare principio l’assessore ritiene che anche Senago accetterebbe sul proprio territorio invasi per i propri torrenti Garbogera e Pudiga, venendo così in aiuto a un sistema di contenimento delle piene di questi fiumi.
 
Altro delicato aspetto, di primaria criticità,  riguarda la qualità delle acque dei fiumi che è pessima specie per il Seveso. “Se non si dovessero realizzare le vasche a Senago per il Seveso, ma altre lungo l’asta fluviale – dice Valentini - l'acqua che scorre nel CSNO andrebbe per la parte maggiore dell’onda di piena nel Canale deviatore Olona e solo per una minima parte arriverebbe al Ticino; l’incidenza media di quest’onda sarebbe di circa l’1.5% rispetto alla portata del fiume Ticino . Di fatto, con portate di questa entità e con una durata di qualche ora, sarebbe nullo il rischio di contaminazione dell’eco-sistema del Ticino. Se si volesse comunque annullare la portata del Seveso verso il Ticino, sarebbe sufficiente realizzare un invaso a Senago di capacità molto più ridotta, circa il 30% degli invasi previsti in progetto, a monte del Canale deviatore Olona, in zone non residenziali e con franchi di sicurezza adeguati rispetto il livello di falda”.
Ultima considerazione riguarda la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che si è conclusa, evidenziando la necessità di ridurre da 15 a 12 metri la profondità delle vasche per evitare o cercare di limitare ad 1 solo metro al massimo il contatto con la falda idrica sotterranea. Questa riduzione è il risultato delle puntuali critiche costruttive e obiezioni mosse al progetto dai Comuni di Senago e di Bollate che hanno costretto gli estensori del parere di VIA a dover ammettere che le profondità progettate per le vasche di Senago erano incompatibili con il ben noto problema dell'innalzamento della falda, registrato ormai da tempo in tutta l’area milanese.
 
“Non è però con una riduzione di soli 3 metri – conclude Valentini - che si evita il rischio della spinta idrostatica sul fondo delle vasche e d’inquinamento della falda,  che, per tutta una serie di ragioni, sta continuando ad avvicinarsi al piano campagna rendendo cosi insufficiente l'innalzamento di soli 3 metri prescritto nella VIA. A verifica di queste considerazioni vi è da segnalare come i livelli di falda misurati nei piezometri della cava, che è posta proprio a ridosso delle previste vasche, continuano a risalire inesorabilmente. Anche sul fondo delle teste dei fontanili dell’area sono stabilmente riaffiorate le acque della falda idrica sotterranea, dopo 30 anni di asciutta. La tendenza all’innalzamento continua e pertanto diventa necessario ridurre ancora di più la profondità delle vasche, per garantire un adeguato margine di sicurezza, impedendo le interazioni tra falda e fondo vasche che, dallo stesso progetto, sono dichiarate non sopportabili”.
 
 



Stampa la pagina Stampa la pagina
« Torna indietro

Qui Bollate - Direttore Responsabile Francesco Vassallo - Registrazione del Tribunale di Milano n. 480 del 20/07/1996 - P.I. 00801220153



Torna in alto