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NOTIZIE DALL'AMMINISTRAZIONE


03/06/2014

CELEBRAZIONI DEL 2 GIUGNO 2014 - DISCORSO DEL SINDACO

Di seguito, si pubblica il discorso tenuto dal sindaco, Avv. Stefania Lorusso, in occasione del 68° anniversario della Festa della Repubblica, lunedì 2 giugno 2014.


2 GIUGNO 2014
Discorso del Sindaco di Bollate
Avv. Stefania Clara Lorusso


Autorità civili, militari e religiose,
concittadine e concittadini, cari ragazze e ragazzi,


Oggi celebriamo insieme la nascita della Repubblica italiana, la festa di tutti gli italiani. Il 2 giugno di 68 anni fa gli italiani furono chiamati a scegliere la Forma istituzionale dello Stato, attraverso un referendum che si svolse per la prima volta a suffragio universale maschile e femminile. Quello stesso giorno si votò per l’elezione dell’Assemblea Costituente, cui fu affidato il fondamentale compito di dare vita alla nuova Carta Costituzionale, che avrebbe finalmente preso il posto dello Statuto Albertino del 1848. Circa 13milioni di uomini e donne scelsero la Repubblica, portando a termine il lungo processo di conquiste iniziato con il Risorgimento. 


Il nuovo Stato Repubblicano ha fondato la propria identità nazionale sulla democrazia, così come sancito dai Padri Costituenti nel primo articolo della Costituzione Italiana del 1948: la Legge Fondamentale del nostro Stato che, nella sua prima parte, ha introdotto e continua a garantire a tutti noi libertà e uguaglianza. 


La democrazia, l’uguaglianza e la libertà che – occorre ricordare – sono il risultato e il successo del sacrificio eroico e patriottico del nostro Popolo. Un Popolo che, in tempi ormai lontani, ma che non vanno cancellati, ha lottato e combattuto per dare una svolta sostanziale alla propria storia, avviando un percorso di pacificazione civile, di concordia e di unificazione nazionale. 


La forza e la saldezza della Repubblica e della Costituzione hanno origine dalla lotta della Resistenza e dall’amore che migliaia di uomini e donne seppero nutrire per il nostro Paese, sacrificando per la Patria le loro vite. Nel giorno simbolo della riconciliazione nazionale è doveroso ricordare i sacrifici dei nostri padri e dei nostri nonni; unirci intorno ai valori e agli ideali comuni, riscoprire l’orgoglio nazionale e guardare al futuro, contro ogni pessimistica tentazione, con ritrovati fiducia e ottimismo. 


Conoscere la nostra storia, il passato, le tradizioni, coltivare insieme il patrimonio civile e culturale del nostro Paese è indispensabile e ci insegna a ritrovarci uniti e vicini, superando ostentati e sfrenati individualismi e recuperando il valore del rispetto per gli altri. Con questo intento nasce anche l’iniziativa, che la nostra Amministrazione ha voluto e attivato, di celebrare il Centenario della I Guerra Mondiale, attraverso il recupero della memoria di Bollate e delle testimonianze ancora esistenti. Un progetto accolto con entusiasmo e interesse da tanti nostri concittadini che hanno attivamente contribuito alla raccolta di ricordi e cimeli della Grande guerra.


Egualmente essenziale, oltre alla comprensione del passato e a trarne i necessari insegnamenti, è conoscere la Costituzione; i diritti e doveri che ci tramanda e che tutti noi dobbiamo sempre avere ben presenti e insegnare ai nostri giovani, affinché sappiano cogliere la sapienza e la ricchezza umana che si sprigionano da questo testo, che non è assolutamente invecchiato nelle sue parti essenziali.


Nel giorno della festa della Repubblica vorrei anche soffermarmi sul rispetto dovuto alle sue Istituzioni. Rispettare le Istituzioni è un concetto forte in tempi di disillusione verso la politica, come quelli che stiamo vivendo, ma è un richiamo necessario per chi, oggi, rappresenta l’Istituzione e sente sulla propria pelle la difficoltà di vedere affermati i valori civili del passato. Valori che vanno recuperati nel loro significato più profondo. Dalla classe politica, in primo luogo, che deve rialzare la testa e risorgere nel suo ruolo di guida e indirizzo del Paese ma  con serietà, onestà e responsabilità; e dai cittadini, nella società, che sono chiamati ora più che mai a capire quanto il valore di un'istituzione dipenda dal valore degli uomini che la rappresentano.


È necessario continuare a credere nei valori sociali e civili, rimettersi in gioco, come individui, attraverso gli strumenti che la nostra democrazia ci offre: la partecipazione, il voto, il nostro desiderio di esserci e di incidere sui cambiamenti, il coraggio di allontanare gli indegni, ma anche quello ancora più grande di scegliere consapevolmente coloro che ci rappresentano, per serietà, onestà, impegno e senso di responsabilità, valori che appartengono all'individuo e non aprioristicamente a una categoria. Tutto ciò ci terrà uniti nello sforzo di far uscire il nostro Paese da questa crisi che ha messo tutti in ginocchio prendendo le distanze anche da  certe eredità sbagliate del passato. Correggere gli errori non è facile, né talvolta produttivo in termini elettorali. Ma le difficoltà di questo momento non ci devono fare desistere. 


È per tale ragione che, in questo giorno, il mio richiamo va al senso di responsabilità che ognuno di noi deve eleggere a principio esistenziale quotidiano; il mio richiamo va a quel principio di responsabilità al quale  ognuno di noi deve ispirare le proprie azioni, nell’esclusivo interesse generale della comunità bollatese. 

 
Credere che un futuro diverso sia possibile è indispensabile per dare seguito ai valori positivi della nostra storia, per dare certezze e speranze ai nostri figli. 


Occorre ripartire dalla passione civile per il bene comune che la Costituzione Repubblicana ci insegna, in modo che la nostra cittadinanza sia davvero attiva e consapevole.
Celebrare oggi la festa del 2 giugno significa proprio questo: significa recuperare i caratteri più profondi, più autentici e più veri, che tengono insieme – a tutti i livelli e al di là di ogni credo e appartenenza politica– la nostra comunità bollatese. Questo è lo «spirito» del 2 giugno.
Vorrei anche riservare un pensiero alle Forze Armate e, in particolare, all’Arma dei Carabinieri di cui quest’anno ricorre il bicentenario e ricordare quel legame di affetto e di fiducia che stringe tutti gli Italiani a questi uomini che vanno profondamente ringraziati per il lavoro che da sempre, quotidianamente e spesso in silenzio svolgono per garantire, in Italia e all’estero, la pace e la sicurezza di tutti noi.
Viva Bollate! Viva la Repubblica!



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