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NOTIZIE DALL'AMMINISTRAZIONE


08/11/2011

BOLLATE RIBADISCE IL SUO NO ALLA CHIUSURA DEL REPARTO DI GINECOLOGIA-OSTETRICIA E DEL PUNTO NASCITE DELL'OSPEDALE CITTADINO

comunicato stampa

Siamo molto amareggiati e arrabbiati per le notizie che riguardano l'imminente chiusura del reparto di Ginecologia-Ostetricia dell’ospedale Caduti Bollatesi”.


 Così il Sindaco Stefania Lorusso commenta quanto recentemente confermato dai vertici dell’Azienda Ospedaliera Salvini in diverse interviste rilasciate a mezzo stampa, dove si è sottolineata l’impossibilità di tenere aperti entrambi i punti nascita di Bollate e Garbagnate, vista la carenza di personale e visto il numero di parti inferiore ai 500 annui richiesti dalla Regione Lombardia per ogni punto nascita. “Siamo consapevoli della situazione e delle difficoltà che ci sono nel sostenere entrambi i reparti, ma nel corso di un incontro avvenuto prima delle vacanze estive – racconta il Sindaco di Bollateil direttore dell’Azienda Salvini aveva proposto una soluzione che andava in direzione contraria rispetto a quella palesata negli ultimi giorni. Il dott. Maltagliati, infatti, aveva ipotizzato l’accorpamento dei reparti a Bollate, almeno fino a quando sarà pronto il nuovo ospedale di Garbagnate. Qualche giorno più tardi, vista la contrarietà di Garbagnate a questa soluzione, l’Azienda Salvini ha preferito un’altra strada, ovvero quella di mantenere entrambi i punti nascita fino all’apertura del nuovo presidio garbagnatese, dopodiché ci saremmo nuovamente confrontati sul da farsi”. Così dunque l’Amministrazione comunale bollatese era rimasta aggiornata, senza accordi scritti, ma con un impegno chiaro da parte del dott. Maltagliati. Poi sono arrivate le notizie che hanno sorpreso e spiazzato gli amministratori locali. “Anche sulle modalità di diffusione delle intenzioni dell'Azienda, siamo rimasti molto delusi – continua il vicesindaco Cesare DoniselliNoi abbiamo responsabilità nei confronti dei nostri cittadini, i quali tengono molto all'ospedale di via Piave, che è stato realizzato grazie al lascito di un parroco bollatese. E per tutti questi motivi non ci fa affatto piacere che altri prendano simili decisioni destinate a sottrarre un servizio ai cittadini senza nemmeno interpellarci, senza nemmeno discuterne con noi e, addirittura, senza nemmeno annunciarcelo ufficialmente, visto che le notizie le abbiamo apprese dalla stampa”. A fargli eco anche l'assessore Fabio Boniardi, che ricorda come un accordo preso soltanto pochi mesi fa non possa essere accantonato e disatteso in un modo “così scorretto”.
Per la Giunta comunale la domanda è lecita: perché tra Bollate e Garbagnate è stato penalizzato il punto nascite di Bollate? In entrambi i casi i parti sono inferiori al numero richiesto dalla Regione Lombardia, ma i problemi di carenza del personale riguardano Garbagnate e non Bollate. Perché non attendere la realizzazione del nuovo nosocomio prima di fare considerazioni affrettate? Per allora, i numeri potrebbero essere diversi, per allora potrebbero esserci condizioni tali per cui l'eventuale chiusura della maternità sarebbe accettata diversamente. E soprattutto la città e i bollatesi arriverebbero più preparati e consapevoli degli scenari futuri. “Se ci si aspetta che le donne bollatesi vadano a Garbagnate a partorire – commenta l'assessore Carlo Vaghisi fa un grande errore. Se non hai l'ospedale comodo nella tua città, le logiche che ti spingono a scegliere una struttura piuttosto che un'altra non sono affatto 'territoriali', ma investono altre argomentazioni legate al luogo dove lavora il proprio ginecologo o le garanzie e le strumentazioni che esistono negli ospedali stessi”.
Infine, non bisogna dimenticare che tutti i documenti in possesso del Comune di Bollate inerenti il futuro dell'ospedale (documenti datati dal 1998 al 2008) ribadiscono l'intenzione di potenziare il presidio di via Piave attraverso ingenti finanziamenti e, proprio in base a queste rassicurazioni, le Amministrazioni che hanno guidato Bollate in questi anni hanno fatto a loro volta un investimento sull'area dell'ospedale, realizzando il Piano di Lottizzazione di via Piave. “Il Comune di Bollate – spiega l'assessore Matteo Cormioha mantenuto tutti gli accordi con l'Azienda Ospedaliera, la quale, al contrario, sta disattendendo gli impegni presi e questo è inaccettabile. Riteniamo fondamentale, per una progettualità sul futuro, essere coinvolti e, se così non sarà, ci rivolgeremo direttamente in Regione e valuteremo le azioni da intraprendere”.
Per concludere, l'Amministrazione bollatese chiede all'Azienda Salvini di aprire un tavolo di confronto per discutere insieme quei provvedimenti che riguardano da vicino i cittadini, così  da arrivare ad una convergenza di intenti.


comunicato stampa



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