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NOTIZIE DALL'AMMINISTRAZIONE


15/03/2011

RIFLESSIONI SUL CONTRATTO DI QUARTIERE DI BOLLATE CENTRO

Alcune riflessioni dell'Assessore all'Urbanistica Matteo Cormio.


 Quanta falsità, confusione ed equivoci che si stanno insinuando all’interno della questione del Contratto di Quartiere. In questa sede ritengo opportuno sottolineare alcuni spunti di riflessione, rispondendo ad alcune falsità che circolano sull'argomento.
Non è vero quello che sostiene Franco Mirabelli (consigliere regionale del PD) sulla efficacia di variante urbanistica del Contratto di Quartiere; la passata Amministrazione Comunale aveva eseguito un masterplan che paradossalmente non era conforme allo strumento urbanistico da loro stessi adottato in Consiglio Comunale. E’ incredibile, ma corrisponde alla sacrosanta verità.
Non è vero, sempre come sostiene Mirabelli, che il Contratto di Quartiere sia un problema che non riguarda Bollate dato che già teoricamente autofinanziato da Aler e Regione. Il Contratto di Quartiere di via Turati riguarda (così come riportato dalla convenzione urbanistica stipulata tra Regione e Comune di Bollate) un’area di circa mq.100.000 all’interno della quale l’ente garante di tutta l’attuazione è proprio il Comune di Bollate.
Non è vero quello che dice Eleonora Cimbro che il nuovo masterplan è stato redatto senza averlo detto apertamente ai cittadini. La realtà è esattamente l’opposta. Il percorso che questa Amministrazione comunale sta svolgendo è chiaro e trasparente nei confronti di tutti. Il progetto precedente non funzionava; non stava in piedi. Siamo stati costretti a rivedere l’impianto all’interno del quale sono state avanzate proposte per ridisegnare un pezzo di città in armonia col contesto e valorizzando le aree a disposizione. Banali ed ingenerose anche le illazioni circa oscure speculazioni che girerebbero attorno ad un’iniziativa in realtà, invece, di ampio respiro la quale porterà Bollate a riscattarsi proprio partendo da un’area che risulta oggigiorno quale simbolo di degrado ed insoddisfazione. Proprio da un’area di sprechi (vedi ad esempio il consumo energetico), si vuole proporre nuove esplorazioni anche energetiche al fine di addivenire a risultati di eccellenza.
Non è vero quello che sostiene il Comitato “Salviamo piazza della Resistenza”, che le tre torri invaderanno la piazza annullandola. Niente di più falso risiede in queste asserzioni. La piazza della Resistenza sarà rivista e il nuovo progetto le conferirà una vocazione commerciale, ma  verrà mantenuta l’ampiezza di quella esistente, che è invece caratterizzata dalla presenza di autovetture (circa 300) e non è neanche visibile dalla via Vittorio Veneto. Nel nostro progetto di trasferiscono le auto in interrato (credo operazione migliorativa oggettivamente) e si lasciano quindi gli spazi in superficie a disposizione dei cittadini.
Le tre torri verranno costruite in altre aree nelle quali verranno realizzati giardini pubblici attrezzati di ampie dimensioni ed in sicurezza.
Non è vero, come sostiene l’arch. Fregoni (dirigente della passata Amministrazione) che i soldi ci sono e che si potrebbe partire già oggi ristrutturando le case Aler. I fondi sono stati stanziati dalla Regione Lombardia sulla base di una convenzione urbanistica che prevede una serie di azioni combinate e coordinate in assenza delle quali i finanziamenti verrebbero bloccati dalla Regione medesima. Che senso ha quindi iniziare i lavori teoricamente se poi verrebbero subito dopo sospesi in quanto le altre azioni rimarrebbero irrisolte? Sono azioni propagandistiche dalle quali ci dissociamo nella consapevolezza che stiamo lavorando con serietà ad un’iniziativa che ha le sue regole e che le stesse vanno rigorosamente rispettate.
Dunque, sono state dette ed ancora si dicono tantissime fesserie con lo scopo di aumentare sterile polemica e creare incertezza strumentale sulla questione. La realtà è diversa; invito quindi cortesemente tutti i cittadini interessati a valutare criticamente l’iniziativa per la quale abbiamo da sempre aperto la discussione (evidentemente dal momento in cui ci siamo sentiti pronti di sostenerla), motivando ogni scelta supportata da elementi oggettivi. L’attuale minoranza continua ad avere una posizione chiusa con la quale contestano senza motivazioni, ma con parecchie illazioni, un programma arioso che potrebbe cambiare il voto di Bollate. L’iniziativa è certamente inusuale rispetto a come nei trent’anni precedenti questo Comune è stato amministrato (a mio parere non bene) da chi ci ha preceduto, ma non è certamente inusuale se si pensa alle interessanti iniziative che si stanno svolgendo in tutte le altre parti d’Italia, dell’Europa e del mondo in città periurbane come la nostra. Va presa quindi una decisione e cioè se Bollate vuole rimanere chiusa in se stessa (come peraltro ha fatto in questi decenni) o aprirsi ad una qualità della vita ben rapportata al resto dell’Italia e dell’Europa
”.

 

 



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Qui Bollate - Direttore Responsabile Francesco Vassallo - Registrazione del Tribunale di Milano n. 480 del 20/07/1996 - P.I. 00801220153



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