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03/04/2017

IN BIBLIOTECA, LA STORIA DELL’UMANITARIA ATTRAVERSO LE PAGINE DI GADDA

Società Umanitaria, in collaborazione con il Comune di Bollate e la Cooperativa Edificatrice Bollatese, presenta "La storia dell’Umanitaria attraverso le pagine di Gadda". Giovedì 13 aprile 2017, alle ore 21.00, in biblioteca centrale. Ingresso libero.


L'incontro, a cura della Società Umanitaria, fa parte della mostra itinerante Pionieri di arditezze sociali. Come eravamo, in programma dal 19 aprile al 2 maggio 2017 presso lo Spazio Mostre della Cooperativa Edificatrice Bollatese in via Vittorio Veneto 32 (Bollate). Parteciperanno Ornella Selvafolta, del Politecnico di Milano e Claudio A. Colombo, dell'Archivio Storico Umanitaria. Saluto iniziale del Sindaco di Bollate Francesco Vassallo e dell'Assessore alla Cultura Lucia Albrizio.

Un altra data: 
Il 27 aprile, stesso orario, si terrà l'incontro "In difesa della Costituzione. Audio di Calamandrei del 1955" incentrato sulla storia dell'Umanitaria del secondo dopoguerra e sul celebre discorso del famoso costituzionalista fiorentino che nel 1955, nella sede dell'Umanitaria, parlò a giovani studenti milanesi del valore della nostra Carta costituzionale, il cui articolo 3 - "rimuovere gli ostacoli di ogni ordine e grado" - sembra essere la trasposizione contestualizzata dell'articolo 3 dello statuto dell'Umanitaria: "aiutare i diseredati a rilevarsi da sé medesimi procurando loro appoggio istruzione lavoro". 

Per approfondire.... 
"Per il Luigino, la Società Umanitaria era stata come una casa alla quale disperatamente bussavano gli innominati fratelli d’una famiglia immensa: alla quale egli chiese il soccorso d’un’arte, da vivere ed essere degno di mangiar pane nel mondo degli uomini e un pane procurarlo anche alla sua mamma. Luigi era stato allievo falegname, era divenuto un abile stipettaìo. Da ragazzo, già lavorando, aveva frequentato delle scuole serali, poi una classe di disegno, poi i corsi d’artigianato della Società Umanitaria. Egli stesso aveva cooperato all’esecuzione di certi mobili, molto lodati e ammirati nel gusto e nella rifinitura da una «commissione di architetti». Nelle sale e nei laboratori, vedeva concretarsi i resultati dell’insegnamento in opere d’ogni genere, dalle lampade di ferro battuto alla biancheria di donna; dagli stipi, dalle seggiole, ai ricami di tavola, alla decorazione del vetro; dai lavori di cucito e di rammendo a quelli del tipografo, dello stuccatore, del vasaio, del tappezziere, del fabbro, dell’orafo". Questo scriveva, nel 1928, uno dei maggiori scrittori del ‘900, l’Ingegnere Carlo Emilio Gadda ne La Meccanica, facendo rievocare al suo personaggio - Luigi Pessina - vicende umane e linee-guida della Società Umanitaria, una delle istituzioni benemerite di Milano, nata nel 1893 (anno di nascita anche di Gadda). 

Attraverso le parole di Gadda, la conferenza di Ornella Selvafolta mette a fuoco i primi venti anni di vita dell'Umanitaria, una istituzione fervente d’ideali nobili quanto di azioni concrete a vantaggio dell’educazione e del riscatto sociale di tanti lavoratori. Una istituzione moderna per quei tempi, moderna per la sua natura giuridica (un ente morale nel campo dell’assistenza, non della beneficenza tipica delle Opere Pie di fine ‘800), per il metodo di lavoro (un approccio di ricerca e di analisi razionale, scientifico, positivista), per la rappresentanza del gruppo dirigente (politici, imprenditori, studiosi, cooperatori, uomini e donne della società civile, di varia estrazione ideologica, coesi e solidali nella loro missione di soccorso al Quarto Stato). 

Grazie all'ausilio di diapositive, il racconto di Ornella Selvafolta ripercorre le iniziative più all'avanguardia messe in campo dall'Ente milanese (che all'epoca aveva decine di sedi distaccate, in Italia e all'estero: dalle case popolari alle scuole d'arti e mestieri, dalle case dei bambini montessoriane al Teatro del Popolo, dalla partecipazione all'Esposizione Internazionale del 1906 alla casa degli emigranti, fino alle tante iniziative a sostegno della cooperazione. 

Indimenticabile la descrizione del complesso milanese di via Daverio, dove i muri che girano intorno ai chiostri dell’antico convento formano un aggregato di portici e cortili, che trasudano di storia, sono «un’opera d’antichi maestri e garzoni», considera Gadda con magnifica espressione, pensando alla fitta trama di competenze, tecniche e mestieri che l’Umanitaria con i suoi allievi rigenerava e tramandava nelle sue scuole e nei suoi laboratori.

Alla fine rimane la considerazione dell’Ingegnere di fronte ad una città autenticamente moderna, non tanto per i trionfi della tecnica e dell’industria, e neppure per i grandi numeri della sua espansione, bensì per la capacità di dare risposte solidali e civili ai bisogni delle classi più deboli. “L’idea funzionava”.


INFORMAZIONI 
Archivio Storico Umanitaria, tel. 02 5796831; umanitaria@umanitaria.it

Locandina in allegato.

 


 

File Allegati:

 
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